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Perché a volte è DIFFICILE trovare INFORMAZIONI CHIARE in ETICHETTA?

2021-02-19 15:09

Dott. Daniele Marcon

Nutrizione,

Perché a volte è DIFFICILE trovare INFORMAZIONI CHIARE in ETICHETTA?

Abbiamo parlato diverse volte dell’importanza dell’etichetta nutrizionale.Quell’insieme di scritte che troviamo sugli alimenti può tornarci molto util

Abbiamo parlato diverse volte dell’importanza dell’etichetta nutrizionale.

Quell’insieme di scritte che troviamo sugli alimenti può tornarci molto utile: è lì che troviamo caratteristiche fondamentali come la data di scadenza, il metodo di conservazione, i valori nutrizionali degli alimenti…

Anche se sembra strano, in quel piccolo spazio tempestato di lettere, segni e immagini si incontrano una lunga serie di interessi.

Anzitutto, l’interesse del consumatore: quando compriamo un prodotto abbiamo bisogno di essere informati su cosa c’è all’interno in termini di ingredienti, di valori nutrizionali, di scadenze… Il tutto al fine di difendere la salute e soprattutto di informare adeguatamente chi deve acquistare.

Parallelamente troviamo gli interessi dei produttori: l’immagine, la promozione e in generale la riconoscibilità dei prodotti sono tasselli fondamentali che permettono alle aziende di inserirsi in determinate nicchie di mercato e poter sopravvivere.

Cercare di trovare un equilibrio tra queste due grandi spinte è spesso difficile: gli interessi dell’uno possono facilmente andare a scapito dell’altro creando non pochi problemi.

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E’ proprio da questa situazione qui che, spesso, si trovano frasi non sempre chiarissime.

Un esempio chiaro è quello dei famosi “claims nutrizionali”.

Quante volte abbiamo letto frasi del tipo: “contribuisce alla normale funzionalità del sistema immunitario”, “naturalmente ricco in proteine” e ancora “utile a mantenere la salute cardiovascolare”.

Come è possibile notare sono tutte frasi che vogliono dire un po’ tutto e un po’ niente.

Sono frasi neutre.

Questo è un classico esempio di interessi che si sovrappongono: da una parte l’azienda deve sottostare alla normativa secondo cui bisogna far passare messaggi “scientificamente corretti” e che non “traggono in inganno il consumatore”, dall’altro c’è il bisogno di promuovere i propri prodotti con messaggi allettanti per chi è interessato ad acquistare.

Questo accade perché spesso non abbiamo evidenze schiaccianti dell’utilità di un nutriente o di un alimento, e in nutrizione, come spesso sottolineiamo, è più il quadro generale di quello che mangiamo che fa la differenza e non tanto il singolo prodotto. E così, l’unica cosa fattibile dalle aziende è scrivere messaggi “neutri” che possono essere presi eventualmente per positivi.

Il rischio è che in molte situazioni il consumatore può attribuire, erroneamente, proprietà benefiche inesistenti al prodotto che ha appena acquistato.

Come possiamo difenderci da tutto ciò? Ancora una volta la risposta è la consapevolezza. Oltre al non cedere subito a frasi troppo invitanti, c’è un forte bisogno di coltivare una minima cultura alimentare. Il problema è che il tema è molto complesso e spesso avere nozioni vaghe di alimentazione non permette di difenderci come dovremmo.

    

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